Questa frase è un ottimo allenamento perché mette in fila tre complementi diversi dopo lo stesso verbo: l’oggetto (che cosa), il termine (a chi) e il modo (come). È anche la frase giusta per imparare a trattare i tempi composti — “ha dato” — come un unico predicato, senza spezzettarli.
Analisi parola per parola
| Parola o elemento | Funzione logica | Spiegazione breve |
|---|---|---|
| La professoressa | Soggetto | Chi ha dato? La professoressa. |
| ha dato | Predicato verbale | Tempo composto: ausiliare + participio, un unico predicato. |
| un libro | Complemento oggetto | Che cosa ha dato? Un libro, senza preposizione. |
| a Marco | Complemento di termine | A chi lo ha dato? A Marco: il destinatario dell’azione. |
| con molta pazienza | Complemento di modo/maniera | In che modo lo ha dato? Con pazienza. |
| molta | Attributo | Aggettivo che accompagna “pazienza” (quanta pazienza?). |
Il metodo in 5 passi
1. Leggi e capisci il senso. Una professoressa consegna un libro a uno studente, Marco, e lo fa con molta pazienza. Ci sono un’azione di dare, una cosa data, un destinatario e il modo in cui l’azione avviene.
2. Trova il predicato. Il verbo è ha dato: dare ha significato autonomo, quindi è un predicato verbale. Attenzione: ha (ausiliare) + dato (participio) formano un unico predicato; non vanno mai analizzati separatamente.
3. Trova il soggetto. Chi ha dato il libro? La professoressa. Concordanza: ha dato (3a singolare), la professoressa (singolare).
4. Cerca il complemento oggetto. Dare è transitivo: “che cosa ha dato?” → un libro, senza preposizione. È il complemento oggetto.
5. Classifica i complementi indiretti. A Marco risponde a “a chi?” → complemento di termine (il destinatario). Con molta pazienza risponde a “in che modo?” → complemento di modo/maniera. Molta è un aggettivo che accompagna pazienza → attributo.
Errori comuni
- Errore: considerare “a Marco” il complemento oggetto (“chi ha dato? Marco”). / Correzione: la domanda dell’oggetto vuole una risposta senza preposizione. “A Marco” ha la preposizione a e risponde ad “a chi?”: è il complemento di termine, il destinatario dell’azione.
- Errore: analizzare “ha” come predicato nominale (“ha” sembra il verbo essere/avere da solo). / Correzione: qui ha è ausiliare del tempo composto: ha dato è un unico predicato verbale. L’ausiliare non si separa mai dal participio.
- Errore: classificare “con molta pazienza” come complemento di mezzo (“con cosa lo ha dato?”). / Correzione: il mezzo è uno strumento concreto o astratto usato per compiere l’azione; qui “con pazienza” descrive come l’azione è compiuta, non con quale strumento: è modo/maniera.
Domande frequenti
Come distinguo il complemento di termine dall’oggetto?
L’oggetto risponde a “chi?/che cosa?” senza preposizione ed è ciò su cui cade direttamente l’azione. Il termine risponde ad “a chi?/a che cosa?” con la preposizione a ed è il destinatario. Con il verbo dare li trovi quasi sempre insieme: cosa viene dato (oggetto), a chi viene dato (termine).
Perché “ha dato” è un solo predicato?
Perché i tempi composti funzionano come un’unità: l’ausiliare (ha) serve solo a formare il tempo, il significato sta nel participio (dato). Dividerli significherebbe analizzare “ha” come se avesse un senso da solo, che non ha.
“Molta” è un complemento?
No: è un attributo di pazienza. Gli aggettivi che accompagnano un nome presente nella frase sono attributi di quel nome, non complementi. Dimenticarli è uno degli errori più frequenti: alla fine dell’analisi controlla sempre gli aggettivi.
“Con molta pazienza” potrebbe essere un complemento di compagnia?
No: la compagnia indica persone o animali con cui si condivide l’azione (“con Marco”). La pazienza è un modo di comportarsi, non una persona: resta modo/maniera.
Per ripassare: il complemento oggetto, i complementi e la tabella dei complementi.


